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 TESTATA


4 Febbraio 2006



 MEDIA REPORT

Chip e bovini, via al progetto


Un sistema innovativo negli allevamenti della provincia

UN sistema elettronico innovativo per identificare e registrare i bovini, gli ovocaprini e i bufalini da allevamento. Un microchip 'leggi e scrivi' che verrà fatto ingerire agli animali, permettendo così la loro identificazione.

E' il progetto messo in campo dall'Assessorato per le Politiche dell'Agricoltura della Provincia di Latina, dall'Apa (Associazione Provinciale Allevatori) e dalla Camera di Commercio.

Il dispositivo, un bolo ruminale innocuo, immesso all'interno del reticolo dell'animale, consentirà di seguirlo in tutti i suoi spostamenti, dalla nascita alla macellazione e permetterà una tracciabilità sicura, offrendo la garanzia che i contrassegni apposti alla nascita corrispondano effettivamente al soggetto.

«La sperimentazione - dice l'assessore provinciale Enrico Tiero - durerà sei mesi. Tre serviranno per la realizzazione del progetto e la predisposizione dell'infrastruttura tecnologica e tre per l'inserimento di questo microchip negli animali ».

La sperimentazione di questo sistema di tracciabilità e rintracciabilità animale è nata dall'esigenza di rilanciare il settore dell'agricoltura e, in particolare, il sistema zootecnico pontino che vive una condizione di difficoltà e appesantimento produttivo.

«Se consideriamo - prosegue - la totalità degli allevamenti presi in esame, si registra, infatti, tra il quarto ed il quinto censimento dell'agricoltura una flessione da 90.400 a 74.940 capi e da 4.091 a 1752 stalle.

Era necessario intervenire, soprattutto per la salvaguardia della qualità dell'alimentazione, della salubrità degli allevamenti, della qualità delle carni e del latte prodotto, da sempre motivo di orgoglio della provincia ».

Il programma di sperimentazione vede il coinvolgimento di 80 stalle e di circa 9000 capi di bestiame tra bovini, bufalini e ovocaprini, che con questo passaporto elettronico forniranno tutta la loro storia personale che li seguirà fino alla macellazione.

Tutte le informazioni su ogni singolo capo saranno a disposizione su sistemi a radio frequenza, disponibili via Internet o in formato cartaceo per coloro che saranno interessati a conoscere le caratteristiche del prodotto allevato e macellato in provincia.

Presso i macelli, infine, è prevista l'installazione di varchi automatici per l'identificazione degli animali dotati di questo microchip.

I dati saranno verificati e controllati al momento del passaggio dell'animale e aggiornati con quelli relativi al macello e alla macellazione.

In seguito, verranno prodotte delle etichette che conterranno un codice, dal quale si potrà risalire ai dati del microchip per seguire la carne fino al banco o al laboratorio.

«Molti i benefici - conclude Tiero - prima di tutto per gli allevatori con l'immediata e capillare selezione di eventuali capi non conformi e la possibilità di fornire ad enti di controllo, associazioni di categoria dati ed informazioni riguardanti il processo di allevamento. Poi anche per il consumatore a cui verrà fornita la garanzia di certificazione dell'origine del prodotto e della salubrità dell'ambiente ».


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