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Un sistema innovativo negli allevamenti della provincia
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Controlli in una stalla
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UN sistema elettronico innovativo
per identificare e registrare
i bovini, gli ovocaprini
e i bufalini da allevamento.
Un microchip 'leggi e scrivi'
che verrà fatto ingerire agli
animali, permettendo così la
loro identificazione.
E' il progetto messo in campo
dall'Assessorato per le
Politiche dell'Agricoltura
della Provincia di Latina,
dall'Apa (Associazione Provinciale
Allevatori) e dalla
Camera di Commercio.
Il dispositivo,
un bolo ruminale
innocuo, immesso all'interno
del reticolo dell'animale,
consentirà di seguirlo in tutti
i suoi spostamenti, dalla nascita
alla macellazione
e permetterà
una tracciabilità sicura,
offrendo la garanzia
che i contrassegni
apposti
alla nascita corrispondano
effettivamente
al soggetto.
«La sperimentazione
-
dice l'assessore
provinciale Enrico
Tiero - durerà
sei mesi. Tre serviranno
per la
realizzazione del
progetto e la predisposizione
dell'infrastruttura
tecnologica e tre
per l'inserimento
di questo microchip
negli animali
».
La sperimentazione di
questo sistema di tracciabilità
e rintracciabilità animale è
nata dall'esigenza di rilanciare
il settore dell'agricoltura
e, in particolare, il sistema
zootecnico pontino che vive
una condizione di difficoltà e
appesantimento produttivo.
«Se consideriamo - prosegue
- la totalità degli allevamenti
presi in esame, si registra,
infatti, tra il quarto ed il quinto
censimento dell'agricoltura
una flessione da 90.400 a
74.940 capi e da 4.091 a
1752 stalle.
Era necessario
intervenire, soprattutto per la
salvaguardia della qualità
dell'alimentazione, della salubrità
degli allevamenti,
della qualità delle carni e del
latte prodotto, da sempre
motivo di orgoglio della provincia
».
Il programma di
sperimentazione vede il
coinvolgimento di 80 stalle e
di circa 9000 capi di bestiame
tra bovini, bufalini e ovocaprini,
che con questo passaporto
elettronico forniranno
tutta la loro storia
personale che li seguirà fino
alla macellazione.
Tutte le
informazioni su ogni singolo
capo saranno a disposizione
su sistemi a radio frequenza,
disponibili via Internet o in
formato cartaceo per coloro
che saranno interessati a conoscere
le caratteristiche del
prodotto allevato
e macellato in
provincia.
Presso
i macelli, infine, è prevista
l'installazione di
varchi automatici
per l'identificazione
degli
animali dotati di
questo microchip.
I dati saranno
verificati e controllati
al momento
del passaggio
dell'animale e
aggiornati con
quelli relativi al
macello e alla
macellazione.
In
seguito, verranno
prodotte delle
etichette che
conterranno un codice, dal
quale si potrà risalire ai dati
del microchip per seguire la
carne fino al banco o al laboratorio.
«Molti i benefici - conclude
Tiero - prima di tutto per gli
allevatori con l'immediata e
capillare selezione di eventuali
capi non conformi e la
possibilità di fornire ad enti
di controllo, associazioni di
categoria dati ed informazioni
riguardanti il processo di
allevamento. Poi anche per il
consumatore a cui verrà fornita
la garanzia di certificazione
dell'origine del prodotto
e della salubrità dell'ambiente
».
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