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Vi ringrazio anche io, non me la sono assolutamente presa, perché il paragone con un collega molta bravo è sempre piacevole.
Io devo dire che come il Presidente sono particolarmente soddisfatto perché credo che uno degli aspetti principali di questa iniziativa confermi una delle indicazioni che il Presidente dal primo giorno del suo insediamento ha dato alla sua Giunta, cioè intanto di lavorare insieme. Come voi sapete, la questione di cui stiamo parlando è una di quelle. Ci sono tante competenze all'interno della Regione Lazio che sono sempre contigue tra vari assessori. Nel passato molto spesso si lavorava a compartimenti stagni, assessorato per assessorato e di conseguenza gli enti di supporto all'amministrazione regionale non avevano delle indicazioni uniche, spesso arrivavano indicazioni diverse una dall'altra e si creava molta confusione. Non c'era indirizzo unitario. Questa è stata una delle parole d'ordine che il Presidente ha dato già dal primo giorno e devo dire che con grande volontà degli indirizzi politici sta diventando un'abitudine molto, molto positiva. Quindi questa è una delle iniziative che vede soprattutto in prima persona l'assessore all'agricoltura, come è giusto che sia perché stiamo parlando di un lavoro che riguarda soprattutto la parte alimentare, gli allevatori, ma c'è anche un aspetto molto importante che riguarda la sanità. Diceva il Presidente nell'approvazione del piano sanitario regionale una parte consistente è per quanto riguarda la prevenzione, è una delle cose che in genere della programmazione viene lasciata sempre per ultima. Io devo dire che dalla breve esperienza che sto facendo da assessore alla sanità, ma anche da quella che, grazie al Presidente, ho fatto come assessore all'ambiente, la prevenzione deve invece acquistare sempre più gli atti programmatori delle varie amministrazioni uno spazio essenziale. E questa iniziativa che devo dire trova un'udienza molto importante, ma soprattutto rientra in un contesto che da qualche anno stanno portando avanti anche i mass media, Alessandro Di Pietro ne è una delle espressioni, cioè un'attenzione particolare e molti programmi televisivi stanno facendo verso la ricerca della qualità innanzitutto. La qualità significa anche avere certezza di quello che si mangia, la qualità significa avere una buona alimentazione, la qualità significa anche una qualità della vita migliore e, quindi, alla fine anche una competenza diversa del Servizio Sanitario Nazionale. E questo è un fatto importante, essenziale che, come diceva il Presidente, è stato sollecitato e riportato in maniera continua nel piano sanitario regionale. Ci sono vari punti e soprattutto precisi obiettivi che il piano sanitario si pone sotto questo aspetto che vanno dalla riorganizzazIone, al coordinamento dell'articolazione della sanità pubblica veterinaria regionale che ha trovato già dei risultati significativi alla ricerca e al trasferimento delle conoscenze da parte dell'istituto zooprofilattico alle altre componenti della sanità pubblica veterinaria nel settore della salute degli animali, che ha avuto come punto di evidenza pubblica anche la conferenza dei servizi veterinari regionali presso la regione che c'è stata nel dicembre scorso. Che è un piano di formazione che viene fatto tra le aziende sanitarie, i servizi veterinari regionali e l'istituto zooprofilattico che riguarda la BSE e ci sono tante altre iniziative che, sotto questo aspetto della formazione si stanno portando avanti.
Io, sottolineando ancora l'attenzione che c'è stata e che c'è, anche superando qualche disagio iniziale, soprattutto per quanto riguarda l'anagrafe bovina che c'è stata all'inizio, nel momento in cui la Sanità ha cominciato ad attivare questo nuovo sistema automatizzato, credo che lavorando sempre di comune accordo, assessorati e Istituto, si possa portare avanti un tema di prevenzione e di qualità sempre maggiore.
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